Flavio Gulinelli e Massimo Puerari hanno concluso la “Tre sere dirigenti” del CSI

L'incontro finale è stato focalizzato sulla narrazione di esperienze e stili educativi nello sport. Prossimo appuntamento il 15 dicembre con il "Natale dello sportivo"

Si è conclusa con la narrazione di esperienze e stili educativi nello sport la Tre sere dirigenti CSI aperta ai responsabili di squadre e società del mondo sportivo cremonese. Due gli ospiti, moderati dal presidente Claudio Ardigò: Flavio Gulinelli, allenatore di serie A con alle spalle una carriera di bem trent’anno di esperienza internazionale nel mondo del Voley; e Massimo Puerari, 45 anni, allenatore storico del Corona ed insegnante di Scienze Motorie.

Tagliente ed efficace l’intervento di Gulinelli  che ha puntato il dito sulla scarsa cultura sportiva innanzitutto del sistema scolastico primario italiano e su di una mentalità che confonde pratica sportiva con assenza di limiti e rifiuto del limite. Prevenire e sconfiggere l’abbandono sportivo – ha sottolineato – passa solo per l’investimento dei migliori allenatori nei settori giovanili, laddove è indispensabile che la passione sostenga la competenza, come Gulinelli ha potuto testimoniare nei grandi del Volley che ha allenato in giro per il mondo. La vittoria che lo sport è chiamato a perseguire – ha evidenziato – ha il carattere del poliedro: è innanzitutto conoscenza del proprio limite, lavoro su attitudini reali, risultato attraverso le regole condivise e necessita della virtù della semplificazione come forza che consente di affrontare i momenti più impegnativi.

A Puerari il compito di narrare la propria esperienza nella città di Cremona, sia nella veste di docente di Scienze motorie che in quella di allenatore di minivolley, minicalcio e altre discipline orientate ai piccolissimi, ma sempre gestite nell’ottica della polisportività. E Puerari ha dichiarato la sua origine CSI, quando allora diciannovenne aveva avviato presso le scuole di Acquanegra una esperienza di Fanthatlon, partendo dagli studi universitari e dalla conoscenza degli step evolutivo-motori dei più piccoli. Da lui un appello all’approfondimento della competenza tecnica degli allenatori nell’ottica non della specializzazione, ma al contrario del servizio alla crescita motoria dei bambini e ragazzi che spesso si vedono costretti da schemi sociali imposti a proseguire la pratica sportiva, senza aver assaporato il gusto di sperimentarsi nel piacere del gioco e della competenza, soprattutto in quella età magica per l’acquisizione motoria che è l’”età irripetibile” dei 7-9 anni.

Molto buona la partecipazione, come pure convinto il bilancio del percorso, sintetizzato nell’indole formativa del CSI secondo le parole del presidente Claudio Ardigò e riassunto nella presentazione di alcune opere d’arte che hanno accompagnato, nella suggestione proposta dal consulente ecclesiastico don Paolo Arienti, il cammino di educatori e dirigenti sportivi.

Prossimo appuntamento: venerdì 15 dicembre, presso la chiesa parrocchiale di S. Giuseppe, nel quartiere Cambonino di Cremona, per il Natale dello sportivo con il vescovo Antonio Napoloni: si parlerà ancora di sport che sa curare la paura e si porrà l’accento sulla vocazione profetica di quanti operano per i più giovani. In quella occasione, ormai prossima al Natale, si raccoglieranno contributi per il CAV, il centro di aiuto alla vita di Cremona.

 

I precedenti incontri:

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