“Dare casa al futuro: le Pastorali giovanili diocesane d’Italia a convegno

Anche una delegazione della Federazione Oratori Cremonesi ha preso parte ai lavori nell'assise di Palermo
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“Dare casa al futuro” è il titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della CEI annunciate a conclusione del convegno delle pastorali giovanili diocesane svoltosi a Palermo e che ha visto la partecipazione anche di una rappresentanza della Federazione Oratori Cremonesi.

Le Linee, curate da don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale, saranno pronte per il prossimo anno pastorale: non si tratta di un nuovo, forse l’ennesimo, documento, da leggersi a valle di altri tre recenti tomi (la Christus vivit e a ritroso il documento finale del Sinodo e il suo strumento di lavoro…), bensì un insieme di echi delle parole coraggiose che proprio al Sinodo non sono mancate e che riguardano direttamente la progettazione, la passione e la motivazione dell’essere in pastorale giovanile.

Tre le aree. La prima riguarda le attenzioni, cioè  le competenze della Pastorale giovanile, organizzate attorno a tre verbi profondi e forti: esserci, comunicare e aprire spazi. “Esserci – ha spiegato don Falabretti – implica l’accompagnare, l’ascoltare e lo stare in prossimità”. Il comunicare e l’aprire spazi sono in qualche modo collegati: il primo fa riferimento ai luoghi virtuali del mondo digitale e dei social, “ai limiti, ma anche alle opportunità che offrono oggi”, il secondo ai luoghi reali, fisici, cioè a quelli che nelle Linee sono detti “spazi educativi di incontro e di ascolto”, con riferimento chiaro, tra gli altri, all’oratorio.
Una seconda area è dedicata alla formazione, articolata con tre aggettivi che devono appartenere tanto ai formatori, quanti ai giovani stessi: “chiamati”; “responsabili” e “unici”. Un’ultima area è dedicata alla “vita di comunità”, ad alcuni “luoghi nei quali portare ed incontrare i giovani”. Tre di nuovo le parole che, questa volta, dicono cosa fare: innanzitutto “comunione” nel pensare ed agire insieme, con sinodalità, poi “annuncio”, che “passa dalla liturgia e dalla spiritualità incarnata” ed, infine, “il servizio, la cura, l’aiuto, il sostegno reciproco, la sussidiarietà” o, per dirla con il titolo del capitolo, la “diaconia”.

Un po’ tutto il convegno, animato dalle relazioni di Petrosino, fr. Alois di Taizé e da altri interventi, è stato una ripresa continua del testo che papa Francesco ha consegnato alla Chiesa universale: dalla Christus vivit possono uscire parole coraggiose che orientino il cammino? Parole, ovvero stili, desideri e atteggiamenti… piuttosto che programmi precisi. Non possono non venire in mente – e guarda caso a Palermo si sono sentite – parole più nostrane come alleanza, stima, guarigione dell’invidia, relazione da non abbandonare, dentro e fuori gli Oratori. Che certamente vanno ripensati, ma insieme, senza demolizioni o sensi di colpa.

Paolo Arienti
incaricato diocesano Pastorale giovanile

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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