Fino al 16 marzo al Foppone una mostra sulla tratta degli schiavi

Quaranta straordinarie immagini per illustrare il dramma della schiavitù in Africa negli ultimi quattro secoli
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Quaranta straordinarie immagini per illustrare il dramma della schiavitù in Africa, dall’epoca delle navi negriere ai giorni d’oggi. Si presenta così la mostra “Spezziamo le catene. Immagini di un dramma senza fine” visibile a Cremona, presso l’ex chiesa del Foppone (via S. Antonio del Fuoco 6), dal 26 febbraio al 16 marzo. Un collage di illustrazioni storiche, foto d’autore e testi di commento sulla tratta degli schiavi di allora sino alle più moderne e cruente forme di oppressione e sfruttamento.

Si stima che nel corso di quattro secoli non meno di quattordici milioni di africani furono catturati e deportati dai mercanti europei nelle piantagioni americane, costretti a lavorare in condizioni infernali fino alla morte. Gli storici, inoltre, valutano in 10/18 milioni il numero di persone strappate dai loro villaggi dai trafficanti arabi, che fin dal 700 controllavano le rotte schiaviste nel mar Rosso, nell’oceano Indiano e nel deserto del Sahara.

Nel 1888 un vescovo cattolico, il cardinale francese Charles Martial Allemand Lavigerie, lanciò una campagna antischiavista con l’obiettivo di fermare l’ignobile “commercio dei negri”. A distanza di 125 anni da quella storica iniziativa, i Missionari d’Africa, Padri Bianchi e Suore Bianche, ravvivano l’opera di denuncia del loro fondatore attraverso questa mostra che illustra il dramma della schiavitù (abolita solo formalmente) in Africa, dall’epoca delle navi negriere ai giorni d’oggi.

La mostra al Foppone, a cura del Centro missionario diocesano in sinergia con la Federazione oratori cremonesi, sarà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Locandina

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