Cremona, la testimonianza della famiglia Priori ai Quaresimali per i giovani (AUDIO)

Dopo l'incontro al Cambonino, il 22 marzo secondo appuntamento all'oratorio di Sant'Antonio Maria Zaccaria con una volontaria della Comunità Papa Giovanni XXIII
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Ha preso avvio venerdì 8 marzo il ciclo di catechesi quaresimali per i giovani della zona pastorale 3 dal titolo  “Scelgo: voce del verbo Credere”, organizzato dal tavolo zonale di pastorale giovanile e dall’Azione cattolica. Durante il percorso si pone l’attenzione su alcuni verbi utilizzati nell’Instrumentum Laboris per il Sinodo dei vescovi: riconoscere, Interpretare, scegliere e confermare che rappresentano alcune tappe per il discernimento. Stimolati dalle testimonianze di alcuni ospiti si cerca di riscoprire come coniugare questi verbi nella vita quotidiana.

Nella serata di venerdì 8 marzo una quarantina di giovani provenienti dalle parrocchie cittadine si è ritrovata in una sala dell’oratorio del Cambonino. Dopo aver invocato lo Spirito Santo con un canto, è stato letto un brano del Vangelo di Matteo che ha accompagnato la riflessione. La parola è poi passata ai coniugi Sonia e Stefano Priori, giovane coppia cremonese che ha scelto di condividere la propria storia a partire dal verbo “interpretare”.

Dopo aver illustrato i vari significati di questo verbo (leggere criticamente, analizzare, intendere la legge, ricoprire una parte…), Stefano ha proposto una lettura della propria vita attraverso l’interpretazione di una serie di segni che hanno costellato la propria esistenza: la presenza paziente e costante di Sonia, l’intreccio periodico delle loro strade, le loro diversità, la scelta di entrare in seminario per poi uscirne rimodellando la propria vita…

Interpretare con lucidità e pazienza questi e altri segni anche alla luce del Vangelo è stato fondamentale per capire la loro vocazione matrimoniale, per comprendere l’ordine giusto dei tratti con cui compiere il Disegno per cui sono stati chiamati. Proprio come evocato nel brano evangelico scelto, hanno cercato nella propria vita la luce e il sale, quegli importanti segni che hanno conferito alla loro storia calore e sapore per poi assumere a loro volta questi caratteri per le tante persone incontrate. In conclusione, si è lasciato spazio agli interventi dei giovani presenti che hanno interrogato la coppia circa le modalità con cui hanno affrontato una scelta che si è rivelata sbagliata e il significato che attribuiscono all’espressione “costruire sulla roccia”.

Prossimo appuntamento venerdì 22 marzo presso l’oratorio della parrocchia Sant’Antonio Maria Zaccaria per riscoprire il verbo “riconoscere” grazie alla testimonianza di Marta Danelli, giovane lodigiana che ha scelto di vivere come volontaria in una Comunità Papa Giovanni XXIII.

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