Consiglio Presbiterale: ” Ma il prete ha una sua famiglia?”

Giovedì 1 febbraio la riunione dell'organismo diocesano che raduna una rappresentanza dei sacerdoti. La sintesi della riflessione condivisa
image_pdfimage_print

Il tema sollevato da quella che sembra una domanda impropria ha fatto invece la parte del leone nella seduta del “Senato della Chiesa Cremonese”. Sarà per le proiezioni non rosee riguardo ai prossimi pensionamenti per età avanzata, sarà per diverse situazioni di confratelli in affanno, sarà per lo Spirito che prova a dare maggiore visibilità agli insegnamenti del Concilio Vaticano II… o forse per tutte e tre le ragioni.
Se è vero che la prima famiglia del presbitero è la comunità del Seminario che si occupa della sua formazione – diremmo quasi gestazione – in vista del suo ingresso nel servizio alle comunità parrocchiali, è pur vero che anche la vita nel ministero pastorale attivo abbia bisogno di un forte supporto comunionale. E non solo per affrontare i momenti di malattia e anzianità fisica o di sconforto e di disorientamento spirituale che l’umanità del prete affronta al pari di ogni altro essere umano, ma per non scivolare nell’autoreferenzialità, per dare continuità all’opera di chi lo ha preceduto e di chi lo seguirà in quel determinato compito e per continuare a crescere e quindi ad arricchire il popolo di Dio sotto il piano umano, spirituale, teologico e pastorale.
Sì, la famiglia del prete è il Presbiterio, è la fraternità con coloro che condividono la risposta alla stessa chiamata, che solcano le acque dell’umanità nella stessa barca, che sono impegnati giorno e notte nella stessa vigna: una vigna che non è loro, ma del Signore.
Allora sì: l’ecclesiologia di Comunione non riguarda solo i rapporti tra i laici battezzati e i presbiteri in servizio nelle loro comunità, o tra le varie componenti della comunità stessa: ma riguarda anche e soprattutto la compagine dei presbiteri al suo interno, nei confronti dei quali, come un tempo agli apostoli, il Signore stesso sembra ancora dire: “tra di voi, non sia così…” (Mc 10, 43).
Forse il compito primario dello stesso Consiglio Presbiterale è quello di far sentire al Vescovo la voce della famiglia dei presbiteri per sostenerlo nelle sue scelte, ed ai presbiteri di far giungere più efficacemente la voce del Vescovo e dare compimento ai suggerimenti dello Spirito.

Il Consiglio Presbiterale ha poi affrontato il tema del rinnovo degli organi di partecipazione ecclesiale a livello parrocchiale (Consiglio Affari Economici e Consiglio Pastorale Parrocchiale), a livello Interparrocchiale (Consiglio Pastorale Unitario) e sul piano Zonale (Coordinamento Pastorale Zonale). Si è esaminato il regolamento per le procedure di formazione delle liste e di elezione e si è fissato un calendario che porterà le comunità della Diocesi a provvedere al rinnovo domenica 6 maggio 2018.
Prossimo appuntamento del Consiglio: il 26 Aprile per affrontare il tema dei presbiteri “fidei donum” e della missionarietà nella Chiesa di oggi.

Facebooktwittermail