Consiglio Pastorale diocesano: la Chiesa di Cremona conferma il suo impegno di carità verso i migranti

Alla sessione di sabato 9 febbraio il direttore della Caritas cremonese don Antonio Pezzetti informa su accoglienza e integrazione di stranieri e rifugiati. Il Vescovo: "Il Vangelo ci chiede di farcene carico"
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Nella prevista sessione del Consiglio Pastorale diocesano, tenutasi sotto la presidenza del Vescovo Napolioni sabato 9 febbraio in Seminario, il delegato per la pastorale don Gianpaolo Maccagni ha invitato il direttore di Caritas cremonese a fornire elementi aggiornati di conoscenza sulle azioni di accoglienza di immigrati e rifugiati promosse nelle strutture diocesane.

Don Antonio Pezzetti, dopo aver descritto l’evoluzione della normativa italiana sino all’attuale provvedimento legislativo conosciuto come “Decreto sicurezza”, ha tracciato con precisione le dimensioni degli interventi e il loro carico economico. oggi sostenuto in larga parte dalla Chiesa diocesana.

Praticamente interrotti gli arrivi di migranti che nei mesi trascorsi la Prefettura di Cremona aveva dislocato nelle strutture della Caritas e in altre realtà cooperative del territorio, oggi i cittadini italiani occupano il 40% della posti disponibili. A carico della Chiesa diocesana.

La quota economica riconosciuta dallo Stato alle strutture come la Casa dell’Accoglienza è scesa da 35 a 21 € al giorno per ogni migrante. Tale contributo dovrebbe coprire ogni spesa relativa all’accoglienza di emergenza, e poi al cibo e all’alloggio, al vestiario e alle cure mediche (75.000 € solo di medicinali nel 2018), per spostamenti e progetti di formazione al lavoro e per dare settimanalmente qualche risorsa per minute spese personali. Cancellate tutte le risorse per la scuola di italiano e per ogni supporto psicologico, strumenti indispensabili per qualche passo nella direzione dell’integrazione.

Per molti degli ospiti, terminato il percorso per ottenere i documenti e il permesso di soggiorno (solo il 30% circa lo ottiene) il destino sarebbe la strada. Nemmeno il rimpatrio – troppo oneroso per lo Stato – viene attuato. La Chiesa cremonese ha deciso di dare ugualmente continuità all’accoglienza, facendosi carico del situazione drammatica in cui sono coinvolte donne con bambini, minori, giovani senza alcuna rete sociale o famigliare di supporto. Oggi circa 150 persone.

Il Vescovo ha posto all’attenzione del Consiglio Pastorale l’attuale scelta operata in diocesi nella luce del Vangelo, chiedendo un discernimento. Soprattutto per stimolare corresponsabilità a tutti i livelli nelle comunità parrocchiali.

Dal Consiglio è emersa unanime la richiesta di essere maggiormente informati e di informare l’opinione pubblica circa i risvolti reali della situazione, prendendo atto di quanto anche in molte comunità cristiane il tema della presenza dei migranti sia argomento fortemente divisivo proprio a causa di ignoranza e pregiudizio.

Da parte sua il Vescovo, ringraziando tutti i collaboratori della Caritas per la pluriennale opera di intelligente intervento, ha esortato a superare la tentazione della delega cui spesso anche le parrocchie soccombono, attivando percorsi di formazione e informazione dei fedeli laici, proprio a partire dalla concretezza di numeri e situazioni, senza dimenticare che dietro statistiche e percentuali ci sono sempre persone umane, storie di vita e speranze di famiglie.

E ha invitato a considerare come ulteriore versante di impegno pastorale anche l’attenzione alle numerose comunità nazionali, molte delle quali cristiane, che stanno emergendo nei contesti delle parrocchie in Diocesi.

 

 

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