Caduta di calcinacci dalla Cattedrale, cause da accertare

Prima ricognizione dei Vigili del Fuoco. Il parroco mons. Franzini: «Disporremo indagini ulteriori»
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Nella mattinata di mercoledì 8 agosto, attorno alle ore 9, alcuni piccoli calcinacci – quattro per la precisione – si sono staccati dal Torrazzo della Cattedrale di Cremona arrivando dall’alto della Bertazzola a colpire una passante, fortunatamente senza conseguenze.

A spiegare l’accaduto è il parroco della Cattedrale monsignor Alberto Franzini: «Subito – ricostruisce – sono stato chiamato dagli agenti della Polizia locale che hanno provveduto a delimitare la zona. Sono stati poi i Vigili del Fuoco, intervenuti per una prima ricognizione, che hanno avvertito i responsabili del Comune per  transennare e mettere in sicurezza l’area di fronte alla Bertazzola, tra la piazza e il Caffé Pierrot».

La presenza del mercato settimanale ha costretto a posticipare la seconda e più approfondita ricognizione al pomeriggio, alla presenza di monsignor Franzini, del procuratore della Cattedrale monsignor Ruggero Zucchelli e dell’architetto Fabio Bosio. «I Vigili del Fuoco sono arrivati sul posto con camion, gru e cestello per capire da dove si fossero staccati i quattro piccoli sassi arrivati a terra». Ad un’altezza massima di 30 metri non è stato possibile però stabilire con precisione la provenienza. «I Vigili – continua il parroco – hanno rimosso alcuni sassi simili a quelli caduti sulla piazza dal tetto della Bertazzola. L’ipotesi è che si siano staccati da un punto più alto, probabilmente dalle finestre del Torrazzo. In seguito sarà effettuata una nuova ricognizione per stabilire con esattezza il punto esatto».

Ancora da accertare le cause del distacco dei calcinacci: «Le cause – spiega monsignor Franzini – possono essere più di una. Certamente il caldo intenso di questi giorni può aver inciso sulla stabilità dei materiali. Ma dopo la relazione che i Vigili del Fuoco consegneranno al Comune e all’Ufficio dei Beni Culturali della diocesi, disporremo indagini più precise».


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