Biotestamento: standing ovation dopo l’intervento del prof. Massimo Gandolfini

La conferenza del neurochirurgo in Palazzo Cittanova a Cremona ha mostrato le contraddizioni di una Legge dinanzi alla quale è bene non arrendersi. Premio "Mariolina Garini" assegnato alla Casa della Speranza.

 

Standing ovation domenica 4 febbraio in un gremitissimo palazzo Cittanova, a Cremona, per l’intervento del prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo,  e board bioetico della Fondazione Poliambulanza di Brescia, interrotto più volte da scroscianti applausi giunti dalla platea presente: molte le persone in piedi, tante le famiglie con bambini ed i giovani presenti in sala per la conferenza sul tema «Biotestamento: le domande aperte», promossa dal Movimento per la Vita e dal Centro di Aiuto alla Vita, in collaborazione col Comune.

Lo spunto è giunto dalle molte ricorrenze dell’anno: i cinquant’anni dell’enciclica Humanae Vitae, i quaranta dall’introduzione della legge sull’aborto in Italia e, di conseguenza, anche i quarant’anni della Giornata nazionale per la Vita; e poi l’ultima, triste data, l’applicazione da lunedì 5 febbraio della legge sulle disposizione anticipate di trattamento.

Il prof. Gandolfini ha sviluppato un’articolata e convincente argomentazione a partire non da un approccio confessionale, né etico, bensì razionale, quindi condivisibile da tutti, credenti e non. Chiedendosi, ad esempio, perché la legge vieti l’amputazione di un dito, qualora lo richiedessi, però obblighi a sospendermi terapie e cure, qualora così disponessi. Oppure per quale motivo io sul lavoro non possa rinunciare alle scarpe antinfortunistica, sempre per legge; tuttavia, io possa rinunciare alla mia vita con una semplice firma. Sono, queste, alcune delle anomalie di un impianto normativo quanto meno contraddittorio.

Forte di un’esperienza pluridecennale come neurochirurgo, il prof. Gandolfini ha evidenziato l’inaffidabilità della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento: ipotecare anni prima ed in condizioni di piena salute il proprio avvenire di paziente, è impossibile; tutti i malati capitatigli, dichiaratisi – quando ancora in forze – contrari alle terapie invasive, preferendovi la morte, al momento decisivo hanno cambiato idea. Il prof. Gandolfini, citando papa Francesco e San Giovanni Paolo II, ha, quindi, invitato i tanti presenti a non arrendersi mai: nonostante ora il biotestamento sia legge, è bene prender posizione e far sentire la propria voce.

Al termine dell’evento, come ogni anno, il dott. Paolo Emiliani, che ha moderato l’incontro, ha consegnato il premio Mariolina Giudici in Garini alla Casa della Speranza, rappresentata da don Antonio Pezzetti, che, ringraziando, ha presentato brevemente le meritorie attività svolte.

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