Al Meeting di Rimini le domande che… fanno la felicità

Dal 19 al 25 agosto la manifestazione di Comunione e Liberazione sul tema “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Scarica il programma
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l tema del cambiamento sarà al centro dell’edizione 2018 del Meeting per l’amicizia fra i popoli (Rimini 19-25 agosto). “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice” il titolo della 39ª edizione.In un momento di passaggio importante e delicato per il nostro Paese, il Meeting di Rimini si prepara a riflettere sul tema del cambiamento, sia personale sia sociale, e sul soggetto in grado di determinare cambiamenti autentici. “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice” sarà infatti il titolo della XXXIX edizione. Tema suggestivo e sfaccettato, alla base di un’edizione particolarmente ricca di contenuti e di novità anche strutturali. «Sarà una sorpresa anche per i visitatori più affezionati», spiega la presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Emilia Guarnieri, «per una manifestazione che, per restare fedele alla sua natura di evento aperto al dialogo e all’incontro, si evolve e muta di anno in anno».

scarica qui il programma del Meeting 2018

«Chi è l’uomo che vuole la vita e desidera vedere giorni felici?»

“La domanda campeggia nel Prologo della Regola di san Benedetto – si legge nella scheda di presentazione della rassegna riminese -, e segna proprio l’inizio di tutto quell’impressionante cammino di umanizzazione e civilizzazione del mondo che è stato capace di costruire l’Europa, di fronte alla decadenza della grande tradizione greco-romana e alla violenza barbarica. L’ha ricordata di recente Papa Francesco nel suo “Discorso sull’Europa” di fine Ottobre 2017. Un singolo uomo riscopriva, nella sua esperienza personale, che il punto decisivo di tutta la storia, dello spazio e del tempo, stava nell’attesa della felicità. Un’attesa che rinasceva, instancabile, dall’incontro con una Presenza umana nuova, strana, irriducibile alla somma delle mere capacità dell’uomo. Uno sguardo diverso che, guardandoci, ci fa vedere tutto in modo diverso, positivo, libero.
Non è forse la domanda che sentiamo urgere in ogni nostra mossa? quella che determina i progetti e i tentativi della vita, a livello personale e sociale, culturale e politico, economico e scientifico? Non è quell’attesa che sostiene le nostre costruzioni, e che riemerge anche al fondo di tutte le nostre delusioni?
Anche oggi, nella situazione planetaria di incertezza e di violenza che segna il nostro mondo, queste domande disarmanti costituiscono la nostra vera, grande risorsa. Non è forse la domanda che sentiamo urgere in ogni nostra mossa? quella che determina i progetti e i tentativi della vita, a livello personale e sociale, culturale e politico, economico e scientifico? Non è quell’attesa che sostiene le nostre costruzioni, e che riemerge anche al fondo di tutte le nostre delusioni?
Anche oggi, nella situazione planetaria di incertezza e di violenza che segna il nostro mondo, queste domande disarmanti costituiscono la nostra vera, grande risorsa.

A queste domande possono rispondere soltanto dei testimoni, perché è quando uno vede accadere qualcosa veramente all’altezza del suo desiderio di felicità che si chiarisce il giudizio su ciò che gli sta di fronte e si accende la sua vera responsabilità, vale a dire ciò a cui è chiamato.

E il Meeting, approfondendo il metodo con cui è nato e si è sviluppato in quasi quarant’anni, proporrà soprattutto l’incontro con testimoni del mondo economico, politico, sociale, scientifico, artistico e storico, approfondendo gli ambiti della quotidianità di tutti, dalla salute al lavoro, dalla mobilità
all’innovazione. Mettendo a tema vicende umane che, a volte in sordina e apparentemente con poco rilievo, pongono semi di novità destinati a fiorire, a creare nuovi orizzonti di conoscenza.
E, ancora una volta, dialogando con esperienze e culture diverse, intercettando le domande dell’uomo di oggi, a partire soprattutto da quelle delle giovani generazioni. Seguendo l’ipotesi affascinante che forse sono proprio le forze che possono renderci felici quelle stesse che possono muovere la storia, con tutto il tempo e la pazienza che occorrerà”.

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