Abdoulaye Mbodj, il primo avvocato africano del foro di Milano, ospite a “Chosen” (AUDIO)

Domenica 10 marzo Villacampagna per il percorso dei giovani della zona pastorale 2
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Si è svolto all’oratorio di Villacampagna, domenica 10 marzo, il terzo incontro di “Chosen”, il percorso giovanile della zona 2 che intende approfondire il tema della scelta. L’appuntamento ha visto come ospite Abdoulaye Mbodj, il primo avvocato africano del foro di Milano, che ha parlato di “scelgo il lavoro e l’impegno sociale”.

La serata è iniziata alle 18 con la preghiera guidata da don Andrea Piana, vicario di Soresina. La parola è quindi passata all’avvocato, che ha mostrato ai circa 45 giovani presenti, un video tratto da “La vita in diretta”, andato in onda su rai 1, in cui veniva raccontata la sua storia personale.

«Il vero eroe della vicenda è mio padre che, da venditore di accendini – quello che i Milanesi chiamano il ”Vu Cumprà”- con tanta fatica e onestà, è riuscito a permettermi di frequentare l’università Cattolica di Milano». E prosegue, rifacendosi al tema della serata: «Ricordatevi, cari giovani, che nelle difficoltà potete sempre scegliere! Mio padre avrebbe potuto scegliere di spacciare droga, ha invece optato per la via dell’onestà!».

I temi toccati dalla ricca relazione sono stati vari: innanzitutto l’importanza della famiglia per la crescita di un giovane, l’umiliazione, come condizione perché vengano generati «i frutti più belli», il tema dell’integrazione che «non è solo questione di colore della pelle», il rapporto islam–cristianesimo (a tal proposito, sono stati citati alcuni documenti del Concilio Vaticano II e del magistero di papa Francesco) fino ad approdare ai tre consigli riguardanti il lavoro: «scegliete un’attività che vi piace!», non avere paura di sudare e faticare e, infine,«alzare l’asticella», puntare cioè sempre al meglio.

Terminata la riflessione, i giovani si sono divisi in gruppi di discussione, da cui sono scaturite alcune domande da rivolgere al relatore. Partendo dai vari quesiti, l’avvocato Mbodj, ha rimarcato la necessità di valorizzare, all’interno della società le persone anziane, di coniugare l’etica con il lavoro e infine, l’importanza, anche a livello lavorativo, delle relazioni personali («Ricordatevi sempre: non esiste un io, senza un tu»).

Durante la cena condivisa, in parte gentilmente offerta dalla parrocchia ospitante, è giunta una inaspettata ma gradita sorpresa: il vescovo Napolioni, che si trovava in zona, è passato a salutare i partecipanti dell’incontro.

Il prossimo appuntamento sarà domenica 7 aprile, all’oratorio di Castelleone. L’ospite sarà Marco Brusati, docente all’università di Firenze, che parlerà di “scelgo di non aderire al male”.

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