A Soresina la clausura apre le porte al presepio vivente

Il cortile del Monastero della Visitazione ha ospitato le botteghe di un tempo da cui ha preso avvio la processione dei figuranti
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La magia che ogni anno evoca il presepio vivente quest’anno a Soresina ha assunto un sapore ancora più speciale, grazie alla location offerta – nel pomeriggio di domenica 6 gennaio – dai cortili interni del Monastero della Visitazione di Soresina e dalla presenza, anche se breve, delle monache claustrali della Visitazione.

Dopo aver itinerato per tutti i quartieri di Soresina, il presepio vivente è arrivato, infatti, all’interno del Monastero di clausura della Visitazione, grazie a una speciale dispensa del vescovo Antonio Napolioni.

«La scelta di iniziare quest’anno il presepio vivente all’interno del Monastero – ha spiega il vicario don Andrea Piana, organizzatore dell’evento insieme ai tanti volontari della Parrocchia che hanno partecipato come figuranti – vuole essere il nostro grazie alle monache visitandine per la loro presenza in mezzo a noi».

Alle 15 il portone della clausura si è aperto sulle tante locande allestite all’interno dei cortili della clausura e così sono apparsi pescatori, mugnai, vinai, fabbri, maniscalchi, fornai, tessitori, carbonai, fiorai. Dall’altra parte della strada l’harem di re Erode.

A impreziosire la festa anche gli zampognari della “Baghet band” che hanno voluto coinvolgere anche le monache con un breve concerto di arie natalizie a loro riservato in chiesa.

A “vigilare” sulla clausura anche i centurioni romani, un cui picchetto ha presidiato il chiostro interno del monastero, eccezionalmente aperto al pubblico. Naturalmente senza la religiose, che hanno continuato nel nascondimento le loro attività del pomeriggio, pur concedendosi per un saluto dal balcone che si affaccia sul cortile prima della partenza del corteo. Una breve partecipazione che ha aperto i cuori dei presenti in una dimostrazione di affetto ampiamente ricambiato: visibili l’emozione e la gioia delle monache per questo regalo.

“E’ una gioia immensa ospitare il presepio vivente – ha commentato la superiora, madre Maria Teresa Maruti -. Siamo molto grate e siamo felici che il Signore abbia regalato a questo evento una giornata di sole che ha permesso una così ampia partecipazione”.

Solo alle 17 i figuranti hanno lasciato il Monastero della Visitazione per raggiungere prima la chiesa di San Siro, per il censimento, e poi l’Oratorio Sirino per la sacra rappresentazione della Natività: la chiesa del Buon Pastore si è trasformata nella grotta in cui è nato Gesù Bambino e i Magi hanno presentato i loro doni.

La premiazione del concorso presepi ha simpaticamente concluso la giornata. Il primo premio è stato assegnato a Maurizio Ferrari Agradi; il secondo posto se lo è aggiudicato Gabriele Previtali; al terzo posto Matteo e Alessandro Ghirardi.

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