A San Camillo inaugurato il riqualificato reparto di Cure palliative

Nella festa di san Camillo de Lellis all'interno della casa di cura di via Mantova, a Cremona, alla presenza del vescovo emerito Dante Lafranconi
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In occasione della memoria liturgica di san Camillo de Lellis, sabato 14 luglio nell’omonima casa di cura di Cremona, in via Mantova, è stato inaugurato il riqualificato reparto di Cure palliative. La benedizione, da parte del vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, dopo la Messa che lo stesso presule ha presieduto nella cappella della clinica.

La celebrazione ha visto la presenza di numerosi fedeli e autorità locali.

Nella sua mons. Lafranconi ha sottolineato come il servizio alla persona e ai malati, che è una missione, deve esser fatto di attenzione amorevole.

È seguita la benedizione del riqualificato reparto di Cure palliative della casa di cura di San Camillo. Insieme al superiore della casa camilliana e direttore della struttura sanitaria, , padre Virginio Bebber, anche il consigliere provinciale Rosolino Azzali, in rappresentanza del presidente della Provincia, e il consigliere comunale Enrico Manfredini, delegato del sindaco di Cremona.

«La carità di Camillo – ha precisato padre Bebber – sboccia come un fiore in questo spazio rinnovato a servizio di chi è più fragile e debole, di chi ha bisogno di essere accompagnato nel suo percorso di vita. Segno di carità, segno di attenzione verso la persona malata che rimane sempre al centro dell’attenzione di noi camilliani e di chi con noi collabora a rendere concreto, nelle cure sanitarie, la vicinanza a chi soffre. È uno spazio in cui sono state allocate 13 stanze singole a cui fanno da corollario i vari servizi necessari per un reparto ospedaliero. Si è voluto ricreare anche uno spazio familiare, di casa: è il locale tisaneria, luogo di incontro ma anche luogo dove si possono recuperare gesti, momenti usuali in una famiglia. È stato uno sforzo economico importante da parte della comunità religiosa e della Fondazione Opera San Camillo”.

Dopo il taglio del nastro e i ringraziamenti al personale medico-sanitario ed amministrativo, è seguita la visita al reparto.

Nello specifico, l’intervento di ristrutturazione  ha riguardato il rifacimento sia della parte impiantistica che strutturale, con il risultato di disporre di nuove aree, con un locale per la caposala, un locale per gli infermieri, un gabinetto medico, due studi per i medici e tre stanze singole per i pazienti, a cui si aggiunge un locale tisaneria ad uso dei pazienti e dei parenti. Si è provveduto, inoltre, a controsoffittare tutti i locali e il corridoio, ottenendo così  un risparmio energetico sia per il riscaldamento che per il raffrescamento.

Il risultato è un armonioso susseguirsi dei vari locali che rendono più accogliente il reparto per pazienti e familiari, proprio nell’ottica della mission dei Camilliani “ero ammalato e  mi avete  visitato. Beato chi consumerà la sua vita in questo santo servizio”.

 

San Camillo de Lellis

Patrono degli ammalati e degli operatori sanitari,  San Camillo de Lellis è stato il precursore di tutti coloro che si sono occupati di organizzazione ospedaliera. Nato a Bucchianico il 25 maggio del 1550, San Camillo da giovane è soldato di ventura. La sua vita si alterna tra le battaglie e il gioco d’azzardo. Dopo la conversione dedica ogni energia ai malati. In loro vede il cuore di Dio e unendo logiche aziendali, disciplina militare e carità cristiana, rivoluziona la professione infermieristica. Alto più di due metri, San Camillo è un gigante dal cuore d’oro folgorato dalla grazia di Dio.

 

I ministri degli infermi

Nel 1586 San Camillo fonda la Compagnia dei ministri degli infermi. L’ opera, una autentica scuola di carità, è oggi diffusa in tutto il mondo. I ministri degli infermi, conosciuti come camilliani, sono chiamati, seguendo le orme del loro fondatore, a vivere una inscindibile relazione: quella tra Crocifisso e carità. Anche oggi la croce rossa, posta sul petto nell’abito dei camilliani, continua ad essere un segno di vicinanza amorevole e caritatevole soprattutto per chi soffre, per chi vive l’esperienza del dolore e della malattia.

 

Il testamento di San Camillo

I malati – afferma San Camillo – “sono i nostri signori e padroni”. Ai suoi compagni dà questa regola: curare gli infermi “con la tenerezza di una madre per il suo unico figlio malato”. Muore a 64 anni il 14 luglio del 1614. Questo è il suo testamento: “Io Camillo de Lellis… lascio al demonio, tentatore iniquo, tutti i peccati… Lascio e dono l’anima mia al mio amato Gesù e alla sua Madre… Lascio a Gesù Cristo tutto me stesso in anima e corpo e confido che, per sua immensa bontà e misericordia, mi riceva e mi perdoni”. Nel 1746 è proclamato santo da Benedetto XIV.

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