32mila pezzi di legno per ricostruire la basilica di Caravaggio in scala 1:60

L'opera, realizzata in 11 anni dal caravaggino Mario Grasselli, nei mesi di maggio e giugno è esposta l'aula ex penitenzieria del Santuario
image_pdfimage_print

È esposto presso l’aula ex penitenzieria del Santuario di Caravaggio il modellino della basilica realizzato in scala 1:60 da Mario Grasselli. Una opera unica costruita in undici anni di intenso e appassionato lavoro.

«Inizialmente pensavo di fare un veliero storico, come gli altri cinque che ho già costruito – spiega Mario Grasselli, pensionato di Caravaggio, classe 1940 – ma quando sono stato a Londra per farmi consegnare una copia dei progetti originali, non me li hanno dati». Tornato un po’ amareggiato dall’Inghilterra, non si è perso d’animo: «A quel punto mi sono guardato in giro qui a Caravaggio: la prima tentazione è stata quella di realizzare un modello in legno della chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico Martiri. Ma poi mi sono detto: è troppo semplice da fare».

Già, perché Grasselli è un perfezionista nato. Pignolo quasi fino alla mania, undici anni fa ha puntato gli occhi sul nostro Santuario. E da quel giorno ha cominciato a costruirlo nel suo garage. Non un lavoro raffazzonato o superficiale, ma un concentrato di meticolosità e raffinatezza, attraverso l’utilizzo di legni differenti in modo da riprodurre esattamente il colore esterno del luogo di culto.

Il risultato sono circa 32mila pezzi di legno di varie dimensioni (circa 10mila piastrelle e 22mila coppi)  – ma perlopiù minuscoli – che formano il modello in scala sessanta volte più piccolo dell’originale. Un lavoro tanto dettagliato quanto necessariamente lento.

«Va detto che, prima di iniziare – spiega il modellista – ho trascorso tre mesi interi, tutti i giorni, a prendere le misure e scattare fotografie al Santuario. Volevo che il modello fosse assolutamente identico all’originale».

Dopodiché, nel laboratorio in garage, Grasselli ha cominciato il lavoro vero e proprio: ha realizzato una struttura in ferro da usare come basamento e, pian piano, ha dato vita al modello in scala.

Tra l’altro nella sua realizzazione anche l’interno del Santuario viene riprodotto fedelmente: ha realizzato l’altare, con le 1.500 piastrelle identiche all’originale. Soltanto per l’altare, con le colonne e le balaustre uguali a quello vero (persino con i minuscoli candelieri posizionati sulle stesse), ha lavorato per dieci mesi di fila. «Ci sono poi gli altari laterali, quelli più piccoli – spiega entusiasta –, che tra l’altro sono uno diverso dall’altro, anche se non si vede». In effetti ciascun altare ha una forma leggermente differente dagli altri, più visibile nella realtà ma quasi impercettibile per un modello in scala uno a sessanta.

«Sono sempre stato una persona piuttosto paziente – sottolinea ancora Grasselli – e un lavoro comunque così lungo non mi ha mai annoiato, perché sono appassionato. Qualche volta ho pensato di lasciar perdere tutto, ma dopo cinque minuti ero ancora nel laboratorio, al lavoro. Tra l’altro uso tre diversi tipi di legno: l’acero per simulare il marmo, la betulla per gli interni e il faggio per i mattoni del Santuario». I capitelli sono dei minuscoli capolavori: per ciascuno – grande qualche millimetro – sono servite otto ore di lavoro.

E non soltanto nel progetto del Santuario: in casa il settantasettenne caravaggino ha anche alcuni modelli di barche storiche, anch’esse riprodotte nella minuzia dei particolari, attraverso le quali è riuscito ad ottenere diversi premi di primo livello partecipando a vari concorsi.

Ogni tanto, durante la realizzazione, a pezzi terminati, passava dal Santuario per controllare che il modellino fosse identico e, incontrando sempre qualcuno della comunità del Santuario, riceveva sempre elogio e complimenti per l’ottimo lavoro.

«Tra l’altro ho anche predisposto un sistema di pistoni che solleva in automatico il tetto e la cupola del Santuario, in modo che si possa vedere l’interno, anch’esso uguale a quello vero, con tanto di Altare, Sacro Speco con le statue della Madonna e la Beata Giannetta, scale, grand’organo (cassa lignea e canne), pale delle cappelle laterali, balaustre interne e molti altri particolari che molta gente non riesce a notare».

Vedendo nel laboratorio appese le foto delle statue situate sul cupolino, ironicamente è stato chiesto all’artista se non avesse intenzione di realizzare anche quelle, e alla domanda subito la sua risposta: «No, non è cosi semplice però, – indicando la mensola del garage – eccole là pronte!».

 

Orari e giorni delle visite

Per tutto il mese di maggio e di giugno il modellino è in mostra, con ingresso libero, nell’aula ex penitenzieria del Santuario di Caravaggio.

A maggio visite consentite tutti i giorni dalle 15 alle 18:30 e la domenica e i festivi anche al mattino dalle 10 alle 12.30.

A giugno visite solo di sabato dalle 15 alle 18:30 e di domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30

Per visite guidate contattare la Cancelleria del Santuario (0363-3571) o telefonare al 366-7155705.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

Facebooktwittermail